AINA è entrata nella mia vita per caso: stavo vivendo uno dei momenti più bui della mia esistenza quando ho sentito Giovanna, la sorella di Vicky, parlare con un mio collega di questo villaggio per bambini in Kenya. Avevo subito due grandi lutti nel giro di una settimana, neanche un mese prima; il buio si era impossessato della mia anima, facendomi credere che nulla avesse senso.

Eppure, appena ho sentito nominare il villaggio, la curiosità ha preso il sopravvento e ho iniziato ad informarmi. Circa sei mesi dopo ero in Kenya e, una volta lì, è stato come se quella terra rossa, quei fiori, il sole e tutti quei bambini avessero iniziato a colorare nuovamente la mia anima.

Sono partita dall’Italia colma di rabbia e disperazione e sono tornata con musica e balli dentro al cuore. La rabbia si è trasformata in gratitudine e la disperazione in amore.

Quest’anno sono tornata di nuovo al villaggio. La mia anima era più serena, capace di sorridere e di donare qualcosa di buono. Molti mi hanno riconosciuta e questo mi ha riempito di gioia.

Come l’anno precedente mi ero dedicata ai lavori materiali al mattino, mentre i bimbi erano a scuola, e ai bambini dall’ora di pranzo in poi. L’anno prima era stata la volta delle pulizie e del ripristino di alcune grondaie in vista della stagione delle piogge; quest’anno, invece, della tinteggiatura dei portoni delle varie case.

La nursery, dove erano i più piccini, è stata il mio “balsamo” per il cuore: il loro affetto, i loro capricci, le risate e le continue richieste di attenzione mi hanno fatto dimenticare tutto e mi hanno fatto capire che quello era, per me, l’essenziale.

Dopo le 16, quando i più grandi finivano la scuola, mi sono dedicata a conoscerli un po’ meglio: strafottenti, a tratti indisponenti, ma profondamente bisognosi di gesti di attenzione, cura e affetto.

Lo sgranaggio dei piselli è stato uno dei miei momenti preferiti, ma ciò che più mi ha preso l’anima sono stati i loro canti, i loro balli e il loro desiderio di dare e ricevere abbracci.

Anche quest’anno dedicare le ferie a questi lavori e a questo lungo viaggio è stato stancante ma sono tornata a casa con il cuore colmo di amore, gioia e, soprattutto, gratitudine.

Se un Dio esiste… mi ha messo sulla strada di Giovanna, la sorella di Vicky, e l’ho incontrato a Nchiru, in Kenya, al Villaggio Aina Children.